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Ecco perché sposeremo sempre la persona sbagliata

Si può essere felici nel matrimonio? Proviamo a spiegarvi brevemente l'analisi di Alain de Botton, scrittore e conduttore televisivo statunitense, apparsa sul quotidiano New York Times

Flavia Cappadocia

Soughton HallWedding Photography By Ashton Photography www.ashtonphotography.co.uk

“Sposeremo sempre la persona sbagliata”. Inizia così un articolo recentemente pubblicato sul New York Times dallo scrittore e conduttore televisivo Alain de Botton, che cerca di analizzare il fallimento dell’istituzione del matrimonio nella società contemporanea.

La premessa da cui parte l’autore non è delle più felici: siamo tutti un po’ pazzi, nevrotici, disturbati e immaturi. Non comprendiamo noi stessi e non riusciamo a conoscere gli altri. Sembriamo normali solo agli occhi di chi non ci consoce bene. L’unica domanda da fare a un primo appuntamento sarebbe: ”E allora tu, in che modo sei matto?”

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Facciamo di tutto per conoscere bene il nostro partner. Incontriamo la sua famiglia, i suoi amici dell’università. Guardiamo le sue foto. E così ci sembra di aver ‘fatto i compiti’. Ma in realtà non è così. Non sappiamo chi abbiamo di fronte e ci leghiamo all’altro nella speranza di un futuro che non riusciamo a concepire e che abbiamo accuratamente evitato di indagare.

Una volta il matrimonio era una cosa fredda, opportunistica, legata a interessi economico-sociali. Ad esempio perché lui aveva un appezzamento di terra accanto a quello della famiglia di lei, o perché lei era figlia di un magistrato della città etc… Ma il ”matrimonio romantico” dei tempo moderni è totalmente diverso. Qui quello che conta è il sentimento irrazionale e travolgente e lo dimostra il fatto che se i due amanti in questione stanno insieme da poco tempo o sono particolarmente giovani, nella nostra testa siamo portati a pensare che la loro unione durerà di più perché pura e sincera. Tutto è guidato dall’isintito.

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Altro grande errore è sposarsi per la paura di non restare soli. Essere single è orrendo, sabati sera passati in casa senza sesso. Oppure vogliamo sposarci nel tentativo di cristallizzare un istante perfetto, come quando eravamo in gondola a Venezia con il sole che illuminava i canali d’oro e tutto sembrava destinato a durare all’infinito. O forse vogliamo sposarci per smettere finalmente di pensare all’amore. Ma le linee su cui si muove il matrimonio sono una casa in periferia, dei bambini da accudire che finiscono col rendere inesistente la passione con la quale li abbiamo messi al mondo.

La buona notizia è che non importa se abbiamo capito che abbiamo sposato la persona sbagliata. Non dobbiamo abbandonarla. Perché la perfezione non esiste. Così come non esiste la perfetta complementarietà. Il romanticismo ci ha rovinato, dobbiamo togliercelo dalla testa perché fa sembrare tutto spaventoso, e finiamo nel credere che la nostra unione, con le sue imperfezioni, non sia ‘normale’. Dovremmo imparare ad essere più indulgenti e guardare con occhi diversi noi stessi e i nostri partner. Nessuno ce lo insegna e la specie umana ci sta mettendo secoli per capirlo. Ma forse un giorno lo capirà. Capirà che il matrimonio è una follia


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