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Corpi a confronto: la bellezza delle donne nei secoli

A quale era appartiene il vostro corpo? In un video realizzato da BuzzFeed 3000 anni di bellezza femminile vengono racchiusi in pochi minuti. In costume bianco, modelle con fisici diversi viaggiano dall’antico Egitto ai giorni nostri per mostrare com’è cambiata la percezione della bellezza del corpo delle donne. Dai seni grandi e i fianchi arrotondati dell’antica Grecia alla vita stretta nel corsetto dell’età Vittoriana fino ai corpi androgini, ed estremamente magri, degli anni ’90. Per capire che quelli che oggi sono ritenuti “standard di bellezza” (pancia piatta, seni e glutei sodi, fisico atletico e soprattutto “thigh gap”) fino a qualche anno fa non erano nemmeno lontanamente ipotizzabili.

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Un’evoluzione esteriore strettamente legata alla percezione della donna nella società. Una condizione, quella femminile, continuamente ridefinita e messa in discussione in base al ruolo che la società le attribuiva nel tempo. E allora l’estrema libertà e potenza della donna nell’antico Egitto traspariva dai lunghi capelli neri intrecciati a contornare un viso simmetrico e uno sguardo messo in risalto da colori accesi e forti.

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Aristotele considerava la figura femminile come “un maschio deformato” in linea con la cultura uomo-centrica dell’antica Grecia. Così mentre l’uomo, per raggiungere l’ideale di bellezza, era costretto ad elevati standard di perfezione fisica, la donna sfoggiava seni e fianchi arrotondati.

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Sin da tempi antichissimi, la società cinese è stata prevalentemente patriarcale il che per le donne significava avere un ruolo marginale e diritti minimi. Durante la dinastia Han, la donna era considerata bella per il corpo delicato e sottile, la pelle pallida, i lunghi capelli neri e le labbra rosse, ma soprattutto per i piedi, rigorosamente molto piccoli.

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Donna come incarnazione della virtù, in quanto figlia, moglie e madre. Nel Rinascimento italiano il comportamento e l’aspetto della donna erano percepiti come un riflesso dello status dell’uomo che avevano accanto. Bellezza era un corpo formoso, i fianchi pieni e i seni grandi. La pelle doveva essere pallida e le guance color fragola, i capelli chiari e lunghi.

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La bellezza delle donne nell’età Vittoriana (1837-1901) ha risentito fortemente dell’influenza della regina Vittoria, una donna giovane che divenne presto moglie e madre. Si impose la figura di una donna materna e protettiva che si rifletteva anche nello stile: i corsetti indossati dalle donne mettevano in risalto il seno abbondante e i fianchi ampi.

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I “ruggenti anni venti” in America sono gli anni del diritto di voto alle donne, dei nuovi posti di lavoro ottenuti mentre gli uomini sono al fronte. Una sensazione di libertà a cui le donne non vogliono assolutamente rinunciare e che immancabilmente si riflette sul look. Niente curve, i corpi appaiono magri, longilinei e mascolini con il seno compresso nei reggiseni contenitivi.

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Nemmeno dieci anni più tardi ed ecco che prende il sopravvento la Golden Age hollywoodiana. Durerà dal 1930 al 1950, un periodo in cui vengono fissati i primi parametri morali stabilendo cosa si può o non si può mostrare e dire, nelle pellicole così come nella vita reale. L’immagine della donna viene idealizzata e per la prima volta, grazie al cinema, diffusa in tutto il mondo. L’ideale di bellezza è Marilyn Monroe, con le curve “nei punti giusti” e la vita sottilissima.

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Gli anni ’60 sono un momento di rottura nella cultura così come nell’idea di bellezza femminile. Sono gli anni del femminismo, delle prime minigonne, del trucco intenso e concentrato sugli occhi. Il fisico ha come modello ideale l’adolescenza, con le gambe longilinee e snelle e un corpo magro trionfa lo stile da ragazzina, non a caso definito “gamine”.

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Dalla “gamine” all’era delle top model. Con un salto di vent’anni, i canoni della bellezza femminile si spostano verso un fisico asciutto ma in forma. L’ideale di bellezza è Cindy Crawford con il suo corpo magro, alto, atletico ma formoso.

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Ma dato che la moda non vive senza gli eccessi gli anni ’90 aprono le porte alla cosiddetta era “heroin chic”, il modello di riferimento è Kate Moss bellezza androgina ed estremamente magra.

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Il video di BuzzFeed chiude “in bellezza” con quelli che oggi sono ritenuti i nuovi modelli femminili e il riferimento è a Kim Kardashian: ventre piatto, “thigh gap”, seni e glutei arrotondati, forse anche troppo visto l’aumento di interventi di chirurgia estetica per raggiungere la “forma perfetta”

 


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