Logo Kataweb Logo Repubblica

Psicosi da Ebola? 10 epidemie che vi faranno dire: “Potrebbe andare peggio”

Dopo la ricomparsa del virus Ebola lo scorso aprile, l'aumento dei decessi in Africa e i primi contagi negli Stati Uniti e in Europa, le autorità sanitarie mondiali sono in stato di allerta sulle possibili conseguenze di questa nuova ondata. Ma la febbre emorragica non è la sola epidemia a minacciare l'uomo, guarda la lista delle più pericolose

1. Il vaiolo

 .

Malattia contagiosa di origine virale che nel 30% dei casi risultava fatale. Sviluppatosi nel X millennio a.C., in tutto il ‘900 ha causato circa 500 milioni di decessi. Nella forma più grave, e anche più comune, si manifestava con febbre alta e la comparsa di pustole ulceranti su tutto il corpo. Le epidemie di vaiolo hanno sempre generato terrore tra le popolazioni, non solo per l’elevata mortalità ma anche perché i sopravvissuti rimanevano sfigurati dalle cicatrici. Il contagio avveniva per contatto diretto tra le persone oppure tramite i liquidi corporali infetti. Nel 1967 l’Oms ha lanciato la campagna di vaccinazione obbligatoria e nel giro di un decennio il vaiolo è stato completamente debellato, registrando l’ultimo caso nel 1977 in Somalia

2. Il colera

È un’infezione batterica e diarroica, si trasmette per contatto orale, diretto o indiretto, con feci o alimenti contaminati e nei casi più gravi può portare a pericolosi fenomeni di disidratazione. Diffuso originariamente nelle zone attorno al delta del Gange, il colera nel XIX secolo ha dato origine a ben sei pandemie che hanno ucciso milioni di persone in tutto il mondo. La settima pandemia è ancora in corso: iniziata nel 1961 in Asia meridionale, ha raggiunto l’Africa nel 1971 e l’America nel 1991. Oggi la malattia è considerata endemica in molti Paesi e il batterio che la provoca non è ancora stato eliminato dall’ambiente. Nel trattamento del colera l’aspetto più importante è la reintegrazione dei liquidi e dei sali persi con la diarrea e il vomito. Reintegrando i fluidi solo l’1% dei pazienti muore e la malattia regredisce autonomamente

3. L’inflluenza spagnola

L’influenza spagnola, chiamata così perché la sua esistenza fu inizialmente riportata soltanto dai giornali spagnoli, fra il 1918 e il 1920 colpì un miliardo di persone uccidendone quasi 50 milioni, di cui circa 375.000 soltanto in Italia. Nonostante la spagnola fosse causata da virus, la maggior parte dei morti si ebbero per complicanze batteriche e infezioni

4. La peste

È una malattia infettiva di origine batterica tuttora diffusa in molte parti del mondo, anche in alcune regioni dei paesi industrializzati. Trasmessa all’uomo attraverso le pulci parassite di roditori, ratti e alcune specie di scoiattoli, ha origini molto lontane e nell’immaginario collettivo è nota come “morte nera”. Nel 1350, la peste ha causato la morte di quasi un terzo della popolazione europea e, nel giro di cinque anni, ha letteralmente contagiato tutti i paesi dal Mediterraneo alla Scandinavia, fino alla Russia. Attualmente a livello mondiale, l’OMS registra dai 1000 ai 3000 casi di peste ogni anno, distribuiti soprattutto tra Africa, Asia e Sudamerica

5. La tubercolosi

La tubercolosi è una malattia contagiosa che si trasmette per via aerea mediante un batterio. Colpisce solitamente i polmoni e il contagio può avvenire per trasmissione da un individuo malato, tramite saliva, starnuto o colpo di tosse. Non tutte le persone contagiate si ammalano subito, si calcola che solo il 10-15% delle persone infette sviluppa la malattia nel corso della sua vita. Nonostante sia prevenibile e curabile, la Tbc costituisce oggi una delle emergenze sanitarie più drammatiche, tanto da essere stata dichiarata emergenza globale nel 1993 dall’Oms. Nel 2010 sono stati 8,8 milioni i nuovi casi e 1,45 milioni i decessi, soprattutto nei paesi in via di sviluppo

6. La malaria

La “Mal aria”, così definita perché si credeva venisse contratta dai miasmi delle acque stagnanti delle paludi, è una grave malattia causata da parassiti protozoi trasmessi all’uomo attraverso le punture di zanzare Anopheles. Le prime tracce della malattia risalgono al 2700 a.C. in Cina, oggi è endemica in vaste zone dell’Asia, Africa, America latina e centrale, isole caraibiche e Oceania. Con circa 500 milioni di malati ogni anno e oltre un milione di morti, la malaria minaccia nel complesso oltre il 40% della popolazione mondiale, soprattutto nei Paesi poveri. Insieme alla tubercolosi e all’Aids, la malaria è oggi una delle principali emergenze sanitarie del pianeta. La ricerca non ha ancora prodotto un vaccino effettivo, ma sono disponibili farmaci pienamente efficaci

7. L’Aids

 .

Riportata per la prima volta nella letteratura medica nel 1981, l’AIDS, Sindrome da Immunodeficienza Acquisita, rappresenta lo stadio clinico terminale dell’infezione da parte del virus Hiv. Attaccando i linfociti T, il virus Hiv porta a un indebolimento del sistema immunitario aumentando il rischio di tumori e infezioni da parte di virus, batteri e funghi. Si può trasmettere per via ematica (trasfusioni di sangue infetto o scambio di siringhe infette), via materno fetale (durante la gravidanza, il parto, o con l’allattamento) e per via sessuale con rapporti non protetti da preservativo. Secondo l’Oms nel mondo sono 33,4 milioni le persone affette da HIV/AIDS; 2,7 milioni le nuove infezioni da HIV ogni anno e due milioni i decessi

8. L’epatite virale

È un processo infiammatorio (acuto o cronico), che provoca la morte delle cellule del fegato (epatociti) a causa dell’attacco da parte di virus, ma nel 10-20% dei casi l’agente responsabile dell’epatite resta ignoto. Sono cinque le forme di epatite virale riconosciute (A-B-C-D-E) e i sintomi generali portano nausea, vomito, astenia e febbre. Nella fase itterica, poi, la pelle e la parte bianca dell’occhio assumono una colorazione giallastra. Se il decorso della malattia è normale, si raggiunge la completa guarigione in un paio di mesi

9. La Sars

 .

La Sindrome Acuta Respiratoria Grave è una forma atipica di polmonite, apparsa per la prima volta nel novembre 2002 nella provincia del Guangdong in Cina. Identificata dal medico italiano Carlo Urbani, la Sars registra un tasso di mortalità di circa il 7% degli individui che contraggono l’infezione. I sintomi iniziali sono di tipo influenzale e possono comprendere: febbre sopra i 38 gradi, mialgia, letargia, sintomi gastrointestinali, tosse e mal di gola. La Sars è considerata una malattia relativamente rara avendo registrato nel 2003 meno di diecimila casi

10. L’Aviaria

 .

Identificata per la prima volta in Italia più di un secolo fa, l’Influenza aviaria è una malattia infettiva contagiosa, altamente diffusiva, che colpisce diverse specie di uccelli selvatici e domestici. I sintomi possono essere lievi, oppure gravi con l’interessamento degli apparati respiratorio, digerente e nervoso. Il virus, ad alta mortalità, può essere trasmesso all’uomo. E’ stato dimostrato nel 1997 e dall’inizio dell’ultima epidemia del 2003 l’OMS ha messo in moto una serie di misure straordinarie di prevenzione in tutto il mondo


Ti è piaciuto questo articolo?

Metti mi piace sulla nostra pagina Facebook per essere sempre aggiornato sui migliori contenuti da condividere e commentare con i tuoi amici

Short URL:
Tag:
ebola
epidemie
malattie
medicina
pandemie
salute

Commenti

Footer