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Carlos Henrique Kaiser, il più grande bidone (calcistico) di sempre

Pier Luigi Pisa

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Il nome, anche se avete a casa tutte le edizioni dell’Almanacco del Calcio, non vi dirà nulla. Carlos Henrique Kaiser. Brasiliano, ex calciatore professionista. Ruolo? Attaccante. Gol: zero. Presenze? In pratica, nessuna. Della sua carriera non c’è traccia, eppure Carlos ha firmato contratti con club (anche prestigiosi) di calcio per 26 anni. In Brasile lo raccontano come “il ragazzo che voleva diventare un calciatore senza dover giocare”. E così è stato.

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Carlos Henrique Kaiser si è “guadagnato” la sua prima maglia all’inizio degli anni ’80. Il “provino”, per lui, è sempre stata una formalità. Merito della cerchia di amici che, negli anni, è riuscito a costruirsi: Romario, Edmundo, l’ex difensore di Real Madrid, Santos e Flamengo Ricardo Rocha. Campioni che hanno fatto da procuratori per Carlos nelle squadre in cui hanno giocato. “Prendetelo, è un buon giocatore” dicevano ai loro presidenti. In questo modo il fantomatico fuoriclasse otteneva un contratto di prova di tre mesi.

Una volta firmato il contratto, Carlos Henrique Kaiser non si presentava per il primo mese. “Devo rimettermi in forma”, diceva. Poi, quando compariva finalmente sul campo, metteva in scena un infortunio nei primi minuti di allenamento. “All’epoca non si facevano risonanze magnetiche, dovevano per forza credermi sulla parola”. Così Carlos è diventato, come ha detto una volta il suo amico Rocha, “il più grande bugiardo nella storia del calcio, più bravo di Pinocchio”. E mentre era “infortunato” il brasiliano si godeva i soldi e i party notturni. Senza trascurare le pubbliche relazioni, fondamentali per il futuro della sua “carriera”, con i compagni di squadra. “Organizzavo feste con donne negli hotel negli hotel in cui alloggiavamo”, ha rivelato dopo anni.

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L’aneddoto più divertente riguardo quegli anni, forse, è questo: per darsi un tono, nonostante non avesse giocato nemmeno un minuto, Carlos si intratteneva al telefono parlando un inglese improbabile. Faceva finta di trattare con importanti club inglesi, puntando sul fatto che i suoi compagni di squadra brasiliani non conoscevano la lingua. Fino a quando un medico dello staff non scoprì che il suo cellulare era solo un giocattolo.

Astuzia, furbizia e savoir-faire hanno permesso a Carlos Henrique Kaiser di indossare, anche se solo in allenamento, le maglie del Flamengo, del Palmeiras e della Fluminense e di altre ancora. Arrivando a firmare anche per un club europeo: il Gazlec Ajaccio. Centinaia di tifosi hanno assistito alla sua presentazione, pensando di avere a che fare con un talentuoso asso brasiliano. La bugia, in questo caso, è durata ben due anni. Poi Carlos è tornato a Rio, in Brasile, dove è entrato di diritto nella Hall of Fame dei bidoni.

Qui trovate una recente intervista al “Kaiser” effettuata da un’emittente brasiliana e tradotta in italiano:

 


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