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Ma quali zombie: gli insetti possono essere molto più spaventosi

Neanche nei film dell'orrore si vedono cose del genere: in natura esistono dei parassiti di alcuni insetti che, attraverso particolari neurotossine, possono controllarne il cervello o portarli al suicidio. Leggete qui

Matteo Del Lucchese

1. La vespa gioiello che paralizza gli scarafaggi

La vespa gioiello femmina ha la caratteristica di iniettare neurotossine per paralizzare gli insetti che utlizzerà come nutrimento per le proprie larve. Inizia cacciando uno scarafaggio, e una volta individuato, lo morde vicino alla testa e lo punge tra le due zampe anteriori, bloccando qualsiasi tentativo di fuga. La vespa quindi inserisce il pungiglione nel cervello dello scarafaggio dove inietta il veleno che paralizza definitivamente lo scarafaggio, e consente alla vespa di volare via e preparare una tana. Lo scarafaggio ridotto a zombi viene condotto dalla vespa nella tana, dove depone un uovo su una delle gambe. Quando la larva è pronta scava nell’esoscheletro dello scarafaggio e divora le sue budella. Una volta che il suo ospite è morto, la pupa della vespa rimane a crescere per un mese all’interno dello scarafaggio cadavere prima di emergere come una vespa adulta

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2. Il verme parassita che controlla la mente delle lumache

I vermi Leucochloridium si riproducono nelle budella degli uccelli per poi essere espulsi negli escrementi, che le lumache divorano. I vermi si sviluppano nel fegato del loro nuovo ospite, inviando delle spore fino ai suoi peduncoli oculari. Qui le larve iniziano una sorta di danza stroboscopica e controllano la mente della lumaca. Ora, la lumaca tende ad essere notturna, a causa dei predatori e il calore del giorno, ma i vermi forzano la lumaca a diventare non solo molto attivo durante il giorno ma ad uscire allo scoperto. Un uccello noterà quegli occhi stroboscopici, e scambierà le lumache per bruchi, divorandole. Così l’intero ciclo ricomincia da capo

3. La mosca decapitatrice delle formiche

La femmina di questa mosca punge una formica, e deposita un uovo all’interno del corpo. Poiché le formiche sono note per la caratteristica di allontanare dalla colonia gli individui malati, le mosche decapitatrici devono aver cura di controllare il loro ospite e non farlo espellere dal gruppo che solitamente vive in un luogo riparato umido e fresco. La larva rilascia una sostanza chimica che scioglie i tessuti della formica per cibarsene, fino a quando diventa adulta e fa scoppiare la testa della formica

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4. Il verme-tenia che trasforma i grilli in maniaci suicidi

I vermi intestinali come la tenia vantano il primato tra le cose orribili che possono accadere all’uomo, ma ai grilli va molto, molto peggio. Il verme crine di cavallo, per completare il proprio ciclo vitale, deve essere mangiato prima dalle larve di zanzara, che da adulte a loro volta sono mangiate da grilli. Una volta all’interno del grillo, il verme esplode nella cavità addominale attraverso l’intestino, dove può raggiungere la lunghezza di trenta centimetri. I grilli non amano l’acqua, a causa del pericolo di annegamento e di predazione da parte dei pesci, ma questo non avviene quando sono infettati dal verme crine di cavallo, questi infatti prendono il controllo mentale del proprio ospite, spingendolo al suicidio nell’acqua e una volta raggiunta esce attraverso un foro dal corpo del grillo

5. La formica zombie e il fungo parassita che controlla la sua mente

I funghi parassiti del genere Ophiocordyceps attaccano solo una specie di formica, che una volta infettata, lascia la colonia come se fosse ubriaca, guidata da un agente patogeno che ha sciolto il suo cervello. Questo fungo, una volta ingerito dalla formica, prende il controllo della sua mente, guidandola in una particolare posizione della foresta, e facendola mordere la vena principale di una foglia che deve essere disposta verso nord ad una certa altezza da terra e intorno alle dodici. E’ uno degli esempi più complessi di manipolazione del comportamento parassita-ospite. Una volta che la formica si è ancorata alla foglia con le mandibole, muore e il fungo inizia a produrre uno stelo che esce dalla testa della formica e rilascia altre spore


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