Pripyat è una cittadina ucraina a pochi chilometri da Chernobyl. Le riprese realizzate dal regista inglese Danny Cooke con l’aiuto di un drone sorvolano una ruota panoramica arrugginita, una piscina abbandonata, alberi che crescono all’interno di edifici fatiscenti. Sulle note di Promise Land di Hannah Miller, la camera scivola in un paesaggio che somiglia più a un set cinematografico che a un luogo reale. Tutto sembra essersi fermato quel maledetto 6 aprile 1986, quando il reattore numero 4 della centrale elettronucleare di Chernobyl si surriscaldò fino a fondersi provocando due esplosioni devastanti
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