E’ difficile portare il conto delle parodie, diffuse sul web, del successo internazionale di Meghan Trainor. Ma questa, realizzata dagli studenti della Columbia Business School, si distingue dalle altre per il messaggio che veicola: un inno femminista sul ruolo della donna d’affari.
La società tende ancora a diffidare delle donne che rivestono ruoli dirigenziali e di potere. La donna leader continua ad essere vista come un’eccezione alla regola che vuole “le donne a casa con i bambini e gli uomini in ufficio a gestire gli affari”. Per questo motivo, se una donna porta avanti con autorità il proprio ruolo di capo, anziché godere dello stesso rispetto di un uomo, rischia di essere considerata negativamente.
“Chiamatemi pure ‘cagna’, ma di certo non sarò uno zerbino né un pacato cliché. Lavoro duro e non mi fermerò finché il mio nome non sarà su quel muro”. Con un testo provocatorio, la protagonista del video non usa mezzi termini. Qualificate, ma non rispettate; derise, perché temute per la loro autorità; in continua lotta per ridurre il divario economico; per queste donne essere apostrofate con stupidi aggettivi è solo un segnale positivo: “Chiamatemi ‘cagna’ significa solo che sto facendo qualcosa di buono”
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