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Golden Globe, l’emozionante discorso di Michael Keaton

Pier Luigi Pisa

E’ stato un discorso atipico quello di Michael Keaton agli ultimi Golden Globe, effettuato qualche istante dopo aver ricevuto la statuetta per il “miglior attore” (grazie alla sua parte in Birdman). Non una lunga lista di “grazie”. E nemmeno un noioso elenco di agenti, produttori e colleghi con cui “condividere” il premio. Niente di tutto questo. L’attore statunitense, che in molti ricorderanno per aver prestato il volto al primissimo Batman (nel 1989 e nel 1992), ha emozionato invece i presenti parlando di sè, raccontando una storia indimenticabile:

Nella famiglia in cui sono cresciuto, gli argomenti erano molto semplici: lavorare duro, non mollare mai, essere riconoscenti, essere grati, essere rispettosi. E non lamentarsi, mai. Mai protestare. E cercare di mantenere sempre uno spiccato senso dell’umorismo.

Il mio nome è Michael John Douglas (Michael Keaton è il suo nome d’arte, ndr). Sono di Forrest Grove, in Pennsylvania. Sono il settimo figlio di George e Leona Douglas.

E non c’è una volta, nei miei ricordi, che mio padre non abbia fatto due lavori, che mia madre non abbia detto il rosario o sia andata a messa o si sia presa cura dei suoi sette figli in una casa cadente.

Il mio migliore amico è gentile, intelligente, divertente, riflessivo e pieno di talento. Ho già detto gentile? Si dà il caso che questa persona sia anche mio figlio: Sean. Ti amo con tutto il mio cuore”

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