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Scarabeo: il gioco delle parole incrociate compie 60 anni

Il 19 gennaio del 1955 arrivava nelle case degli italiani la versione italiana dello "Scrabble", il gioco da tavola che, a distanza di 60 anni, continua a conquistare generazioni di giocatori

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Una scacchiera da 17 caselle per lato, 130 tessere che rappresentano le diverse lettere dell’alfabeto e tante parole da creare a “incastro” a seconda dell’ingegno e della fantasia dei giocatori: sono gli ingredienti di uno dei giochi più famosi di sempre, lo Scarabeo. Sessanta anni fa, il 19 gennaio 1955, veniva messa in commercio la versione italiana di “Scrabble”.

Fu inventato nel 1938, nel mezzo della Grande Depressione, da Alfred Mosher Butts, un architetto americano disoccupato. Un’idea inseguita per anni. Già dal 1931 Butts si era focalizzato sul mondo dei giochi.  Aveva notato che ne esistono tre tipologie: i giochi “da tavola”, basati sul movimento di pedine su una sorta di “scacchiera” a seconda di un determinato set di regole (gli scacchi sono l’esempio più celebre), quelli basati sui “numeri”  (i dadi e le carte ne sono un esempio lampante) e quelli composti di parole.

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Malgrado le prime due tipologie fossero prevalenti, Butts decise di concentrarsi proprio sui giochi basati sulle parole. L’illuminazione arriva addirittura leggendo un racconto di Edgar Allan Poe : “Lo scarabeo d’oro”: saranno proprio le frasi dello scrittore di Baltimora ad ispirare “Lexico”, il papà del più famoso “Scrabble”, un prototipo che non ebbe alcun successo commerciale, ma fu una sorta di “trampolino di lancio” per la versione definitiva  datata  1938.  Per garantire ai giocatori un’esperienza di gioco soddisfacente, Butts arrivò a delineare un’analisi delle frequenze delle lettere nelle parole inglesi, a partire da varie fonti autorevoli come il “New York Times”.

Il gioco subì dei piccoli perfezionamenti nel 1948 da parte di James Brunot, un residente del Connecticut che acquistò i diritti dello “scrabble” (il copywriting del nome è suo) e semplificò l’architettura delle regole prevista da Butts.

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E L’Italia? Nel Belpaese il gioco arriivò sessant’anni fa, mediante una variante dell’originale creata dal giornalista Aldo Pasetti, che  fu poi portato in tribunale, e assolto, nel 1961 dai produttori americani di Scrabble. Il gioco riuscì da noi nel 1961 con il nome di “Scarabeo” , quando Pasetti cedette i diritti alla  Editrice Giochi. Un gioco che si trasformò ben presto in un successo nazionale;  una passione che non tende a spegnersi nemmeno nel tempo di internet e degli smartphone.

In rete infatti esiste addirittura un sito dove giocare on-line, mentre lo “Scrabble” vanta addirittura una federazione ufficiale. Insomma, a distanza di sessant’anni le parole continuano ad “incrociarsi”, anche sul web.

a cura di Daniele Tempera


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