Due gradini sotto via Bruni, in un basso nel centro storico di Putignano – la città del Carnevale in provincia di Bari – c’è un pensionato di settant’anni che fa il fabbricante di gioia: quintali e quintali di coriandoli che una macchinetta grigia, costruita chissà quando, sputa dopo aver masticato quotidiani, riviste e volantini pubblicitari.
Lui si chiama Vincenzo Lombardi e ha lavorato nei calzaturifici putignanesi per 23 anni, cioè fino a quando hanno chiuso i battenti, poi si è messo a fare il ciabattino e nei ritagli di tempo fra una riparazione e l’altra, punzoni alla mano, sfornava coriandoli per i suoi tre bambini. a bottega al civico 114 di via Bruni è inserita nelle tappe del Museo diffuso ‘Le maschere perdute’ del Carnevale di Putignano, fortemente voluto da Piero Sisto, italianista dell’Università di Bari (di Lorenzo Scaraggi)
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